![]() |
| Tubatura in piombo della nave |
Secondo Carlo Beltrame, archeologo dell'Università Ca' Foscari, un relitto romano conservato al Museo di archeologia subacquea di Grado dimostrerebbe che i Romani erano in grado di trasportare il pesce vivo da una parte del Mediterraneo all'altra, conservandole in vasche contenenti acqua di mare.
In un articolo pubblicato sulla rivista International Journal of Nautical Archaeology (Beltrame, C., Gaddi, D.& Parizzi, S. Int. J. Naut. Archaeol. doi:10.1111/j.1095-9270.2011.00317.x (2011)) Beltrame e i suoi collaboratori ricostruiscono un sistema di pompaggio dell'acqua marina ossigenata che metteva in comunicazione lo scafo della nave, perforato allo scopo, con alcune vasche contenenti il pesce vivo.
In un articolo pubblicato sulla rivista International Journal of Nautical Archaeology (Beltrame, C., Gaddi, D.& Parizzi, S. Int. J. Naut. Archaeol. doi:10.1111/j.1095-9270.2011.00317.x (2011)) Beltrame e i suoi collaboratori ricostruiscono un sistema di pompaggio dell'acqua marina ossigenata che metteva in comunicazione lo scafo della nave, perforato allo scopo, con alcune vasche contenenti il pesce vivo.
